I piccoli coltivatori di caffè si preparano al cambiamento climatico, Nicaragua

Tipo di progetto: Utilizzo di suolo e bosco

Sede del progetto: San Juan de Rio Coco, Nicaragua

Stato del progetto: In corso, certificati disponibili

Riduzione CO₂ annuale: 28 000 t (dopo 17 anni)

Questo progetto aiuta i piccoli coltivatori di caffè (particolarmente colpiti dal cambiamento climatico) ad adattarsi, a incrementare il loro reddito e a fornire un supporto alla sostenibilità economica dell’industria del caffè in Nicaragua. La piantagione combinata di piante del caffè resistenti alle malattie con altre specie di alberi rafforza la resistenza naturale del metodo di coltivazione, diversifica le fonti di reddito, riduce le emissioni di CO₂ e ingrandisce l’habitat degli animali selvatici.

In Nicaragua, la coltura del caffè in ombra costituisce un elemento importante per la sussistenza. Tuttavia, l’aumento delle temperature a causa del cambiamento climatico ha favorito la diffusione di un fungo nocivo denominato «ruggine del caffè». Questo fenomeno minaccia il reddito di milioni di persone in America Centrale, le quali dipendono dall’industria del caffè. Ciò vale anche per il Nicaragua, il secondo Paese più povero dell’emisfero occidentale.

Ho piantato questi alberi per i miei nipoti. Forniranno la legna per le loro future case e miglioreranno l’approvvigionamento idrico della nostra comunità nei prossimi anni.

Roumaldo Benavidez, uno dei 700 piccoli agricoltori aderenti al programma

La malattia provoca la caduta prematura delle foglie delle piante di caffè, riducendo il raccolto del 10-40 percento. La maggior parte dei coltivatori di caffè non può permettersi di effettuare la conversione a specie di caffè resistenti alla malattia. Il passaggio a migliori varietà non solo richiede elevati investimenti iniziali: i contadini devono anche mettere in conto diversi anni fino prima che le nuove piante siano cresciute e possano produrre un raccolto.

I pagamenti a favore dei piccoli coltivatori che piantano le nuove piante da caffè finanziano la formazione di nuovi sistemi agroforestali per il caffè a più fredde altitudini. In tal modo le piante sono meno soggette alla «ruggine del caffè». Inoltre, il progetto offre un training tecnico sui migliori metodi di produzione, per incrementare i proventi e tenere sotto controllo parassiti e malattie nella regione. Ciò comprende il passaggio da prodotti agrochimici a biologici. Inoltre, i coltivatori possono avere un migliore accesso al mercato e ottenere così prezzi migliori per il loro caffè.

Il modello agroforestale utilizzato si basa su un sistema a quattro livelli. Tutto questo aiuta a impedire la diffusione del fungo nocivo, isola grandi quantità di CO₂ e offre un habitat a numerosi animali selvatici. Si prevengono inoltre l’erosione del suolo, le inondazioni e la siccità, migliorando la fertilità del terreno. Oltre a questi vantaggi ecologici, il progetto garantisce ai piccoli coltivatori un reddito aggiuntivo grazie agli alberi da frutta e alla legna da ardere, incoraggia le donne a prendere parte agli incontri di reclutamento nei comuni e fa in modo che una parte dei fondi del progetto sia utilizzato per il pagamento delle tasse e dell’abbigliamento scolastico.

Il progetto è situato nell’altopiano del Nicaragua, a San Juan Rio Coco, su 500 ettari di terreno degradato, nel mezzo di una regione adatta alla coltivazione della varietà di caffè Arabica. Qualche anno fa la regione è stata però quella maggiormente colpita da un un’epidemia di ruggine del caffè. La posizione precisa di ogni fattoria oggetto di riforestazione è localizzata mediante tecnologia GPS ed è visibile sul software proprietarioFARM-TRACE di Taking Root. Combinando dati mobili, satellitari e di machine learning, la piattaforma offre una trasparenza completa su quanti alberi sono stati piantati dai rispettivi agricoltori, quanto carbonio viene immagazzinato in ogni fattoria e come la copertura forestale cresce nel corso del tempo. Le piante riforestate sono monitorate ogni anno per garantire che gli alberi crescano secondo i piani. Utilizzando questi dati si calcolano quindi i pagamenti a favore degli agricoltori e ogni albero morto viene rimpiazzato. Il progetto si attiene allo standard Plan Vivo ed è altresì certificato da una parte terza indipendente, Rainforest Alliance.

 

Questo progetto contribuisce a 12 OSS:

Oltre 3,9 milioni di dollari vengono pagati a comunità di 855 famiglie di contadini, i cui membri vivono con meno di due dollari al giorno.

Conducted over 30,000 capacity building workshops providing education & training to smallholder farmers.

Le donne sono presenti al 45 percento nel team di professionisti, molte di loro in posizioni dirigenziali.

Rigenerazione di un bacino idrografico di importanza critica che aiuta a proteggere oltre 100 000 persone dalla siccità e dalle inondazioni.

Il legno naturale caduto nella foresta costituisce una nuova fonte di energia rinnovabile per la cucina.

Reddito supplementare viene fornito dalla vendita di legna da ardere e preziosi prodotti in legno provenienti dalle foreste dei piccoli contadini.

2 000 posti di lavoro stagionali all’anno, di cui l’80 percento utilizzati da contadini senza terreni.

236 comunità rurali aderenti al progetto.

Gli agricoltori non solo mettono in atto il sequestro di CO2 rigenerando gli ecosistemi, ma adeguano anche il microclima e abbassano le temperature per proteggere i loro raccolti.

894’170 t di CO2 risparmiate.

Piantagione di 5,3 milioni di alberi autoctoni, riforestazione di oltre 2 971 ettari di terreno (pari a 5 553 campi da calcio), rigenerazione dell’habitat e della fauna locale.

Tutte foreste gestite in partnership paritaria con contadini, comuni, autorità locali, donatori internazionali e il team di gestione del progetto.

Situazione senza progetto

Disboscamento, crisi economica, devastazione

Standard di progetto

Premi

Numero progetto

7210

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