Piccoli contadini si occupano di riforestazione in Uganda

Tipo di progetto: Utilizzo di suolo e bosco

Sede del progetto: Alimugonza & Ongo Forest, Uganda

Stato del progetto: In corso, certificati disponibili

Riduzione CO₂ annuale: 111 852 (2018)

Questa iniziativa incoraggia i piccoli contadini a riforestare il territorio e a gestire in modo migliore le foreste esistenti. Ciò è fondamentale per un impiego sostenibile di lungo termine del territorio, che garantisca l’assorbimento di carbonio da parte degli alberi e l’immagazzinamento nella loro biomassa. Allo stesso tempo, si favorisce la biodiversità e si migliora il benessere collettivo.

2,7

milioni di dollari pagati ai piccoli contadini e alle loro famiglie

1 327 886‏

di tonnellate di CO₂ «sequestrate» dall’inizio del progetto

6 512‏

ettari sono stati riforestati

Gli abitanti dell’Uganda occidentale sono in prevalenza piccoli contadini immigrati, i quali dipendono dalle foreste ripariali per garantirsi il fabbisogno vitale di acqua, materie prime, medicinali e legna da ardere. Queste foreste comunitarie forniscono alloggio a specie di alberi preziose per legna da ardere, pali di recinzione e altri prodotti forestali non lignei come il papiro e i bastoni di rattan, oltre che per erbe e arbusti medicinali, importanti fonti di proventi economici per la comunità. Inoltre, le foreste preservano le uniche fonti di acqua e consentono i collegamenti tra le diverse aree protette che forniscono un corridoio biologico per la migrazione di animali selvatici come gli scimpanzè.

Attualmente, queste foreste comunitarie sono mal tutelate, soprattutto a causa dell’espansione delle economie di sussistenze dei piccoli cittadini. Il progetto attua misure concrete per la tutela della foresta, ad esempio la prevenzione degli incendi e il controllo del disboscamento illegale, e regolamenta l’accesso alle risorse tramite piani di gestione dei villaggi della foresta. Inoltre, grazie al progetto si ripristinano le aree forestali degradate mediante la piantagione di nuovi alberi, che successivamente saranno specificamente impiegati come legna da ardere. Questa procedura garantisce che le aree forestali ancora intatte possano continuare a svilupparsi.

In aggiunta, il progetto incentiva l’ampliamento di sistemi di gestione agricola e forestale per i piccoli contadini locali, comprendenti piante autoctone e naturalizzate. I piccoli contadini supportano questi sistemi di economia forestale, anche perché costituiscono per loro un crescente valore economico. Dal momento che le aree forestali gestite in modalità sostenibile forniscono legna da ardere buona ed economicamente preziosa, viene fortemente frenato il disboscamento delle foreste vicine. A seguito del progetto la popolazione locale sarà in grado di adattarsi più agevolmente, grazie alla migliore gestione del territorio e alla diversificazione delle fonti di reddito, alle conseguenze del cambiamento climatico come le maggiori precipitazioni o altri imprevedibili situazioni meteorologiche.

Sono milionario... per lo meno in scellini ugandesi!

Agricoltore Ojitti Binayo

Nel quadro del progetto viene altresì realizzato un sistema di microcredito volto a incentivare attività che migliorano il reddito, basate sulla gestione sostenibile delle foreste e per l’ampliamento delle risorse per l’ecoturismo, l’apicoltura e l’artigianato. Il progetto rafforza in tal modo le strutture organizzative locali che consentono alla popolazione di migliorare la gestione forestale.

 

Questo progetto contribuisce a dieci OSS:

Oltre 2,7 milioni di dollari sono stati pagati a 7 000 piccoli contadini e alle loro famiglie.

La sicurezza e la stabilità del possedimento terriero vengono incentivate tramite la proprietà comunitaria.

Nel 2018 sono stati offerti, a 2 297 persone, 55 training su pratiche agricole favorevoli al clima.

Le donne partecipano attivamente alle attività progettuali, ovvero ai corsi di formazione e alla costituzione di imprese sostenibili.

La tutela della foresta contribuisce a garantire fonti idriche pulite.

Il progetto dà lavoro a 22 persone a tempo pieno e a 69 persone a tempo parziale.

7 057 famiglie hanno migliorato le proprie strategie di adattamento al cambiamento climatico.

Sequestro di 1 327 886 t di CO₂ dall’inizio del progetto (2003).

6 512 ettari di foresta sono stati riforestati dall’inizio del progetto. Ciò corrisponde a circa 9 120 campi da calcio.

Le comunità locali sono integrate nel progetto attraverso processi partecipativi e il progetto coopera con enti nazionali quali l’associazione nazionale dei professionisti dell’ambiente (NAPE) e dell’ente forestale nazionale.

Situazione senza progetto

Degradazione e deforestazione, minore immagazzinamento di CO₂

Premi

Standard di progetto

Numero progetto

7181

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